Arrosto morto di piccione

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È un piatto che ho visto cucinare fin da quando ero piccola e mi sono sempre chiesta: “Perché arrosto morto? Cosa c’è di vivo in un arrosto?”

Poi finalmente ho scoperto che quell’aggettivo , morto, si riferiva non al tipo di carne (ovviamente), ma alla  fiamma bassissima su cui deve cuocere (un tempo tra le braci, a fuoco “morto”, cioè spento) che si contrappone a quella allo spiedo che avviene a fiamma viva.

Ingredienti per 4 persone

  • ·         2 piccioni già pronti per la cottura e divisi in quarti
  • ·         aglio
  • ·         un ciuffo di rosmarino
  • ·         alcune foglie di salvia
  • ·         sale
  • ·         pepe
  • ·         olio evo
  • ·         un bicchiere di vino bianco
  • ·         un po’ di brodo vegetale, Anche di dado
  • ·         olive in salamoia

Procedimento

In una casseruola scaldare un velo di olio evo con due o tre spicchi d’aglio; unire i pezzi di piccione, salvia e rosmarino  e far rosolare la carne  su fuoco vivace fino a quando non ha preso colore. Versare il vino bianco e farlo sfumare. Abbassare la fiamma e far cuocere a fuoco dolce, aggiungendo, se necessario, un po’ di brodo caldo. Occorreranno circa quaranta minuti, dipende dalla grandezza dei pezzi di carne. Poco prima di togliere dal fuoco, unire le olive.

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