Baccalà fritto

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Fragrante, gustosissimo e saporito, il baccalà fritto era uno dei tanti modi in cui veniva cucinato il venerdì, giorno di vigilia…

Quando ero piccola,infatti,  le tradizioni religiose erano un imperativo categorico e il venerdì  si mangiava “di magro” e guai a disobbedire! E  per chi,  come me viveva nell’entroterra,  il venerdì si mangiava  pesce conservato: acciughe o sarde sotto sale o baccalà, i cosiddetti “pesci dei poveri”.  I miei lo compravano nella bottega di Monastero ed io ho il ricordo di un triangolo rinsecchito, che terminava con una coda, grigiastro su un lato e giallastro sull’atro e con la resta ben in evidenza. E quanta attenzione ci voleva, al momento di mangiarlo, perché una resta non andasse di traverso!

 

Ingredienti per 4

 

  • 600 g circa di baccalà già ammollato diliscato e tagliato in pezzetti
  • 1 uovo
  • farina
  • vino bianco q.b
  • olio d’oliva
  • sale
  • olio d’arachide

Procedimento

In una ciotola preparare la pastella lavorando con una piccola frusta 8 cucchiai di farina, l’uovo, 2 cucchiai di olio d’oliva e il vino bianco in quantità giusta per ottenere un composto liscio e piuttosto consistente.

Mettere i pezzi di baccalà nella pastella e lasciarli riposare per un’oretta.

Scolarli e friggerli in abbondante olio d’arachide.

Servirlo caldo, magari accompagnato da una speciale  salsa d’acciughe, preparata facendo sciogliere qualche acciuga dissalata e privata della lisca in un padellino con poco olio e su fuoco basso.

Fuori dal fuoco unire dei capperi sottaceto tritati e mescolare.

 

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