Cappone in umido

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 Il cappone, secondo l’Artusi  “ rimminchionito animale che per sua bontà si offre nella solennità di Natale in olocausto agli uomini”, non mancava mai nei pranzi natalizi: lesso, in umido, o in galantina.

A Montalto c’era un discreto allevamento di polli, di cui si occupava la mamma e nei mesi precedenti il Natale, la castratura dei galletti, insieme all’uccisione del maiale, erano uno dei miei incubi perché non ho mai sopportato la sofferenza degli altri, animali compresi. Non capivo perché sottoponessero quel povero animale alla castratura e, quando chiedevo spiegazioni, mi rispondevano semplicemente che così diventava più grasso e più buono ( l’educazione sessuale, in tutte le sue varie forme, non era prevista). Non ricordo nei particolari la procedura perché, se potevo, mi sottraevo alla vista di  quella tortura e, se non potevo, mentre aiutavo la mamma a tener fermo l’animale, chiudevo gli occhi. Ricordo però che la mamma praticava un taglio sul ventre del galletto, gli estraeva i “fagioli”( i testicoli che poi, una volta cotti dovevo mangiare perché “facevano tanto bene” ai bambini), infine con ago e filo cuciva la ferita mentre il galletto si dibatteva come poteva. Lo rimetteva a terra e quello scappava a passi incerti e traballanti!

Sulla mia tavola di Natale non manca mai il cappone in umido coi gobbi rifatti, ma io, forse memore del loro straziante chicchiriare, né lo mangio né lo cucino. A cucinarlo ci pensa la zia Carla e, a detta dei commensali, la sua ricetta di cappone in umido è la migliore in assoluto!

Ingredienti

  • un cappone
  • odori: un mazzetto di prezzemolo, una bella cipolla, due costole di sedano, una  grossa carota, due spicchi d’aglio
  • un bicchiere di vino rosso
  • passata di pomodoro
  • sale e pepe

 

Procedimento

Tagliare a pezzetti il cappone, poi lavarlo.
Metterlo sul fuoco in padella senza niente per far ritirare l’acqua.
Sciacquare nuovamente il cappone e rimetterlo in padella facendolo rosolare un po’ senza niente.
Successivamente aggiungere l’olio e il battuto  fatto di prezzemolo, cipolla, carota, sedano e due spicchi d’aglio.
Quando è rosolato bene, aggiungere un bicchiere di vino rosso.
Appena sarà evaporato il vino, aggiungere la passata di pomodoro e finire la cottura (per il cappone allevato da noi è di circa due ore, mentre per quelli comprati è più breve)


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2 Commenti a “Cappone in umido”

  1. elisa scrive:

    Perchè lo aggiungi subito il prezzemolo? ho paura che resti amara la carne. Hai provato a metterlo alla fine se ti cambia? Allevo capponi x gli amici e quest’anno abbiamo voluto tenerne uno anche per noi ma da luglio a oggi praticamente era 6 kg pulito. Proverò a farne un pezzetto col prezzemolo dall’inizio. Grazie comunque vada il prezzemolo la ricetta sarà uno spettacolo.Ero stufa di farlo con i funghi avevo voglia di cambiare. Grazie

  2. Marcella scrive:

    @elisa l’ho sempre messo fin dall’inizio e non ho mai sentito l’amaro. Forse si mischia con il sapore degli altri odori…

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