Capriolo in salmì

 

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L’idea di cucinare il capriolo non è certo delle più allettanti, soprattutto se si pensa alla dolcezza di questo animale, ma quando il mio vicino, che pratica la caccia di selzione, mi porta la carne già pulita,lavata e spezzata, la sistemo nel congelatore e caccio via dalla mia mente l’immagine di Bambi che piange la morte della mamma .

Alla prima occasione  cucino il capriolo in salmì; io non riesco a mangiarlo, ma i miei ospiti, soprattutto gli amanti della selvaggina, ne vanno matti.La ricetta va bene anche per il daino ( poveretto!)

Ingredienti

  • un kg di carne di capriolo tagliata a piccoli pezzi
  • 2 carote
  • una cipolla
  • due o tre spicchi d’aglio
  • una costa di sedano
  • un rametto di salvia
  • uno di rosmarino
  • alcune foglie di alloro
  • 4 o 5 bacche di ginepro
  • sale e pepe
  • olio evo
  • vino bianco

Procedimento

Lavare molto bene la carna fino a a farla diventare quasi bianca. Effettuare gli ultimi lavaggi con acqua calda e asciugare la carne usando vecchi canovacci.

Preparare la marinata: in una ciotola di vetro sistemare gli aromi, le verdure tagliate a pezzi e la carne ben aciutta, quindi ricoprire con il vino bianco e unire un po’ di sale e di pepe. Coprire con la pellicola e riporre il contenitore in frigo per una notte.

Il giorno seguente togliere la carne dalla marinata ( che va conservata), metterla in una padella già calda, di dimensioni adeguate a contenerla in un solo strato, e lasciarla sul fuoco fino a quando la carne non ha emesso tutta l’acqua, che deve via via essere scolata.

A questo punto versare nella padella un po’ d’olio e far rosolare bene la carne. Intanto, in un recipiente preferibilmente di coccio, scaldare un po’ d’olio e rosolarvi le verdure recuperate dalla marinata; unire la carne, girare e mescolare bene  gli ingredienti per una decina di minuti.

Versare il vino della marinata sulla carne e far cuocere a fuoco lento per alcune ore. Aggiungere del brodo solo se necessario, perchè il sugo deve risultare abbastanza denso. Regolare di sale e di pepe. Al momento di servire, eliminare la salvia, il rosmarino e l’alloro.

L’ultima volta che ho cucinato il capriolo in salmì ho iniziato un po’ prima delle 8 ed ho spento il fornello dopo le 12. Poichè la carne era un po’ dura, dopo tre ore circa ho aggiunto mezzo cucchiaino di bicarbonato ( serve a rendere la carne più tenera e digeribile). 

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1 Commento a “Capriolo in salmì”

  1. massimo scrive:

    al posto del vino bianco uso il latte aiuta a togliere il sapore del selvatico

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