Cotolette di agnello fritte

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Cotolette di agnello fritte e ricordi…
Quando, in occasione della Pasqua, la mamma portava in tavola l’agnello, il babbo non lo mangiava e alle mie domande sul perché non gli piaceva, rispondeva: “No! Ho mangiato troppe pecore morte da sé in Jugoslavia!”
Era tornato con l’orrore della guerra nel cuore e con il disgusto verso la carne ovina: nei diciotto mesi in cui era stato dato per disperso, si era nutrito, nei momenti migliori, con la carne delle pecore trovate morte nelle campagne. 
Ancora oggi, quando cucino l’agnello, mi rivedo bambina sulle sue ginocchia ascoltare, rapita, la storia del suo ritorno. 
Nel 1945, a guerra ormai finita, tornò dalla Jugoslavia insieme ad alcuni dei suoi compagni che, dopo l’8 settembre, invece di arrendersi ai Tedeschi si erano uniti ai partigiani di Tito. Arrivati a Roma, ognuno prese la propria strada e il babbo riuscì ad arrivare in treno fino ad Arezzo. 
Ma da Arezzo per arrivare a Montalto non c’erano mezzi di trasporto e i circa 70 km di distanza li percorse quasi tutti a piedi, in mezzo alla devastazione lasciata dei bombardamenti dell’esercito tedesco durante la ritirata. 
Solo quando fu a Pietraviva, ormai vicino a casa, incontrò il Milaneschi, il troccolone della zona, cioè il commerciante che con il suo calesse stava andando a Montalto a barattare le sue merci con qualche uovo, qualche pelle di coniglio e qualche prodotto agricolo. Appena incontrò il mio babbo, dopo la gioia di rivederlo sano e salvo, lo fece salire e lo accompagnò…ma prima di arrivare a casa, lo fece scendere di nuovo e gli disse di aspettare dietro una curva, perché prima doveva preparare la nonna Gemma che lo piangeva morto da più di un anno. 
Si fermò in fondo alle scale e chiamò: “Donnaaaa!” La nonna
si affacciò per dirgli che non aveva niente da barattare e lui continuò : ” No, vi volevo di’ una cosa…”
La nonna, una donna austera che non ha mai lasciato trasparire le proprie emozioni, scese le scale di corsa urlando: “Ginoooo!!! Ginoooo!!!” 
Non siamo mai riusciti a farle dire se in quel suo urlare il nome del figlio c’era la paura di sentirsi dire che era morto o la gioia e il sollievo di sentirsi dire che era ancora vivo. 
Sta di fatto che alle urla della nonna, il babbo uscì da dietro la curva e si corsero incontro a braccia aperte!!!

Ingredienti per due
8 cotolette di agnello
2 uova
farina q.b
pangrattato q.b
1 cucchiaio colmo di parmigiano grattugiato 
sale
pepe
olio di semi di arachide per friggere

Procedimento 
Appiattire le costolette di agnello con il batticarne e fare 3-4 taglietti sui bordi, in modo che non si arriccino in cottura. 
Con una forchetta sbattere le uova con il parmigiano, un pizzico di sale e uno di pepe. 
Passare le cotolette in abbondante farina, poi nelle uova sbattute e infine nel pangrattato. 
Scaldare abbondante olio di semi di arachide in una larga padella antiaderente. Friggere le costolette a fiamma medio-alta per 2 minuti. Girarle e cuocerle anche sull’altro lato. 
Quando saranno ben dorate, sgocciolarle su un vassoio foderato con carta assorbente da cucina. Servirle ben calde con insalata.

 

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