Errore database: INSERT command denied to user 'Sql114163'@'62.149.141.66' for table 'wp_firestats_useragents'
SQL: INSERT IGNORE INTO `wp_firestats_useragents` (`useragent`,`md5`) VALUES ('CCBot/2.0 (https://commoncrawl.org/faq/)',MD5(`useragent`))

Finte pesche

Cara Marcella, queste sono le “pesche” che ho fatto ieri sera come dessert molto apprezzato da mia figlia Angela e da Tommaso, suo marito . In realtà questi dolcetti sono un ricordo molto nitido della mia infanzia. La domenica mattina la mamma mi dava una moneta ( 50 lire ? non ricordo bene) e con quella somma a disposizione avevo la possibilità di comprarmi Il Corrierino dei Piccoli dalla Lisa -la giornalaia del paese- e una “pasta alla crema” dall’Annetta. L’Annetta, non aveva un bar , né una pasticceria ma una bottega con dentro il mondo: scope, secchi, lucido e spazzole per le scarpe, stringhe, stagne di acciughe, di tonno, sacchi di fagioli, ceci, piselli secchi, matasse di corda attaccate al soffitto, scopini, scaldini per la brace….insomma un guazzabuglio vero e proprio di merci che catturavano la mia curiosità di bambina anche perché , in mezzo a quel caos, proprio la domenica , sul banco consunto, coperta da un velo di tulle bianco, faceva bella mostra una cassetta (plateau si direbbe oggi) di paste alla crema! Una nota di delicatezza a confronto di quegli oggetti ruvidi e ordinari, una festa per gli occhi e per il gusto a cui non eravamo avvezzi a quell’epoca , soprattutto nei piccoli paesi .Le paste arrivavano da una pasticceria di Montevarchi con la corriera della SITA che faceva servizio sulla linea Montevarchi-Siena passando da Gaiole. L’Annetta andava a ritirare le sue leccornie in piazza dove si fermava la SITA e portava con soddisfazione quel ben di dio nel suo bazar in attesa di soddisfare la golosità dei suoi avventori. Io ero sempre fra i primi perché non volevo perdere il privilegio di scegliermi la mia “pesca”. Si, era proprio quella la pasta che mi attirava di più e come mi sembrava buona, una vera delizia. Forse la mamma non mi avrebbe permesso di prenderla per via dell’Alchermes ma una volta i bambini, soprattutto nei piccoli centri erano molto autonomi e liberi e poi qualunque adulto che incontravi ti teneva d’occhio….oddio l’Annetta voleva vendere le sue paste e forse no si poneva neanche il problema che un po’ di liquore avrebbe potuto far male ad una bambina! Comunque sia mi piaceva troppo quello, che per qualche anno, era diventato una sorta di rito domenicale, prima di andare a messa. Poi l’Annetta chiuse la sua bottega e il tempo , insieme ad altre cose si portò via anche le “pesche”. Dopo anni che neanche nelle pasticcerie di Firenze le avevo riviste, un po’ di anni fa ho riscoperte le “pesche” e ho visto che anche tu ne hai pubblicata la ricetta sul tuo sito. Ieri sera le realizzate seguendo questa ricetta:

  • ·         250gr. di farina
  • ·         2 uova
  • ·         70 gr. di burro
  • ·         70 gr. di zucchero
  • ·         1 bustina di lievito
  • ·         pasticcera (3 uova, 1 cucchiaio e mezzo di farina, circa 1/2 litro di latte- un po’ meno -una scorza di limone), marsala allungato con acqua zuccherata e alchermes

 Ho preparato l’impasto con la farina , le uova, lo zucchero, il burro e il lievito. Ho allungato l’impasto in una sorta di rotolo, l’ho tagliato a tocchetti di circa 3-4 cm. e formato con questi delle palline che ho adagiato su una teglia da forno rivestita dell’apposita carta. Le ho infornate a 175° per circa 15- 20 minuti. Non appena sfornate le ho immerse con un colino nella bagna di marsala, acqua zuccherata e alchermes e rotolate successivamente nello zucchero semolato. Ho unito con abbondante crema pasticcera le palline due a due e sistemate nei pirottini di carta. Con un cucchiaino ho versato su ciascuna ancora qualche goccia di alchermes puro e guarnito con foglioline di menta. Erano deliziose !

 finte-pesche-vanna.jpg

Bookmark and Share



Se ti è piaciuta la ricetta, lasciami un commento o un consiglio