Il Battesimo di Elena: in chiesa


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Per il battesimo, mio figlio e mia nuora hanno scelto la chiesa di Badia a Monastero, la parrocchia della mia infanzia. battesimo-006.JPG

Erano anni che non ci tornavo, ma, appena entrata, mi è sembrato di non essermene mai andata.

Mi sono rivista, bambina, risalire la navata con il cuore in gola per baciare i piedi del piccolo Gesù in gesso, la notte della vigilia di Natale. Era, per me, il momento più intenso, quello che aspettavo con più gioia, ma anche con più ansia perchè dopo la messa, c’era da tornare a casa, a piedi: tre chilometri lungo “ il Grattino”, una strada fiancheggiata dal bosco e popolata da leggende. Ricordo ancora quei cieli stellati, quel gelo notturno che si infilava sotto i vestiti e quel ghiaccio che scricchiolava sotto le scarpe. M a quello che ricordo con più intensità è la paura che mi partiva dalla pancia, quando mi avvicinavo al primo ponticello. Allora stringevo forte forte la mano della nonna Caterina, da una parte, e quella del nonno Giocche, dall’altra, perché avevo il terrore di vedere l’uomo che vi stava appoggiato tutte le notti. Non c’era nessuno e tiravo un sospiro di sollievo, ma durava poco perché, dopo la curva, si diceva che spesso si incontrava una chioccia nera seguita dai suoi pulcini e dopo ancora, al secondo ponticello, si rischiava di imbatterci in un vecchio dai lunghi capelli bianchi, avvolto in un mantello e con un bastone ricurvo in mano. E così via, fino alla fine della strada: ad ogni punto di riferimento, un ostacolo!

Ho rivisto il mio babbo, con la tunica bianca della Compagnia, seduto su una panca insieme ad altri uomini e il sacerdote, in ginocchio, che lavava i loro piedi durante la settimana santa, per rievocare la Passione di Cristo.

Ho rivisto la mia mamma accompagnarmi nel giorno della mia prima comunione, quando indossavo un semplice abitino di piquet bianco, al ginocchio, e guardavo con invidia le mie compagne, che sfoggiavano lunghi abiti, che a me sembravano da sposa…

A celebrare il rito, don Vezio, il sacerdote che è stato presente nei momenti più significativi della mia vita: il mio matrimonio, il funerale della mamma e quasi subito dopo quello del babbo, il matrimonio di mio figlio e, adesso, il battesimo di mia nipote.

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1 Commento a “Il Battesimo di Elena: in chiesa”

  1. Maristella scrive:

    Buongiorno. Sono capitata nel vostro sito per caso e ci sono rimasta per un po’ a leggermi le vostre cose. E’ splendida la vostra idea di condividere le emozioni e i sentimenti, coinvolgendo altri che forse non conoscerete mai ma che entrano a far parte della vostra “famiglia”. Mi ha emozionato leggere lo spazio della vostra nipotina Elena. Siete MOLTO fortunati e confesso di invidiarvi un po’. La mia purtroppo è una famiglia “monca” da quando mio marito ha “cambiato casa” e non so se almeno uno dei miei 3 figli mi farà diventare nonna (Anna 33 in Thailandia-Daniela 31 a Brescia-Stefano 28 con me a Monza). Pazienza e coraggio ma è dura. Avevo fatto progetti per gli anni della pensione e sono naufragati. Mi dedico al giardino, alla cucina, leggo, mi sarebbe piaciuto farmi dei viaggetti e invece li faccio visitando posti in internet. Va bene anche così. Vi manderò qualche ricetta corredata da ricordi. Un augurio e un abbraccio di cuore.

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