Latte alla portoghese della mia mamma
E’ il mio dolce preferito, quello che mi riporta ai sapori e ai ricordi dell’infanzia perchè era il dolce delle occasioni importanti. Oggi non è più attuale perchè ricco di colesterolo, ma è veramente squisito. Alcuni anni fa, quando mio figlio Francesco, ai tempi del liceo, si era appena fidanzato con Martina, che oggi è mia nuora, ne preparai uno e loro, fra una traduzione di latino, un problema di matematica e una pagina dell’Inferno lo mangiarono tutto. Ricordano ancora quel pomeriggio con affetto!
INGREDIENTI
- 6 uova intere
- 6 cucchiai di zucchero + 5 cucchiai per il caramello
- 1 l. di latte
- la scorza di un limone non trattato tagliata a spirale
PROCEDIMENTO
Portare a bollore il latte con la scorza del limone non trattato tagliata a spirale e far freddare completamente.
Caramellare lo zucchero: versare i 5 cucchiai di zucchero in uno stampo da budino con i bordi scanalati, unire un cucchiaio di acqua, mettere su fuoco basso e far sciogliere lo zucchero fino a quando non ha assunto un bel color nocciola. Ruotare su se stesso lo stampo in modo che lo zucchero caramellato ne rivesta le pareti. Far freddare completamente
Con la frusta elettrica montare brevemente le uova con lo zucchero, aggiungere, a filo, il latte ormai freddo scartando la buccia di limone. Versare il composto nello stampo in cui si è fatto caramellare lo zucchero e cuocere a bagnomaria per circa un’ora. Controllare la cottura con un lungo spiedino di legno: infilare lo spiedino nel dolce; se esce asciutto, il dolce è pronto. Far freddare per alcune ore in frigo e sformare su un vassoio.
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24 Settembre 2007 alle 22:19
mi piace e la proverò:mi ricorda il fiordilatte (dolce squisito!!!) ma veramente ricco di colesterolo! Qui, nel latte portoghese, non vedo tutto questo problema: comunque ho trascorso le ferie in Portogallo quest’anno, e l’ho trovato un paese stupendo: in onore di questo bellissimo ricordo, tenterò di realizzare il dolce. Grazie Alesandra
23 Dicembre 2008 alle 10:33
Sono finite le belle tradizioni . Questo era il dolce delle grandi feste della Garfagnana, quando nella mia infanzia ci si riuniva tutti insieme. Speriamo che i giovani imparino questa ricetta invece di andare per ogni stupidaggine dal medico……….Congratulazioni a chi l’ha pubblicata e tanti auguri a tutti
Maria Antonietta
24 Dicembre 2008 alle 16:39
ANCH’IO AMO LE TRADIZIONI E QUESTA RICETTA E’ LA STESSA CHE FACEVA MIA MADRE SIN DAL 1955 FINO A CIRCA 15 ANNI FA….. E HO ANCORA IL RICORDO DEL SUO GUSTO OGGI 23/12 LA RIPROPORRO’ PER S.STEFANO AGLI AMICI AUGURI.
11 Gennaio 2009 alle 13:16
Ciao! mmmhhh le ricette semplici e buone di una volta! che io adoro riscoprire!Conosco da poco il tuo sito e per me è stato un colpo di fulmine!bello, bello, bello! nel mio blog ti ho dedicato un premio, corri a ritirarlo! baci e a presto
8 Ottobre 2009 alle 14:18
E’ la stessa ricetta di mia mamma! Da piccola non bevevo latte e non mangiavo volentieri i latticini..così mia madre mi faceva questo dolce nutriente e ricco di calcio di cui ero e sono ghiotta! Un bellissimo e buonissimo ricordo d’nfanzia..
25 Ottobre 2009 alle 15:18
Grazie!!!
Mia nonna mi cucinava questo delizioso dessert ogni volta che andavo a trovarla, e a questo piatto sono legati alcuni dei ricordi piu’ belli della mia infanzia.
Sono piu’ di 25 anni che non assaggio il latte alla portoghese, da quando lei non c’e’ piu’, e ora che ho la ricetta provero’ a cimentarmi, anche se forse non verra’ bene come veniva a mia nonna
Ciao
30 Ottobre 2009 alle 17:06
l’ho appena messo in forno ed ho l’acquolina in bocca perchè era da un pò che volevo provarlo!.ciao
8 Novembre 2009 alle 15:40
grazie! descritta proprio bene, con tutta la cura necessaria affinchè risulti un dolce fatto con il cuore. Come la rosa del piccolo principe…un dolce speciale che farò per i miei ospiti compagni di Portogallo la sera del mio compleanno.
12 Novembre 2009 alle 19:41
E’ proprio vero è un dolce che non viene più fatto. Mi ricordo che in casa lo facevamo la domenica ed era sempre apprezzato da tutti. Mi viene in mente che, moltissimi anni fa anche nelle pasticcerie a Siena veniva fatto in monoporzioni. Oggi non lo vedo più. Che peccato!
23 Dicembre 2009 alle 12:23
lo faccio sempre: è un ricordo di mia madre:
adesso sono una nonna e lo faccio a Natale e in molte occasione di Famiglia
19 Gennaio 2010 alle 01:02
ho trovato oggi questa “dolce” ricetta.La preparerò al più presto.Grazie credo proprio che sarà buonissima.
29 Gennaio 2010 alle 18:51
cosiglio di aggiungere la temperatura del forno e se deve essere preriscaldato
Grazie saluti
31 Gennaio 2010 alle 21:28
Caro Stefano, grazie per la precisazione. Purtroppo sono una cuoca “vecchio stampo” e do per scontate troppe cose. Il forno deve essere preriscaldato a 200°. Pensa che la mia mamma lo cucoceva a bagnomaria sul piano della stufa a legna, dopo aver coperto il recipiente con un vecchio coperchio, sul quale sistemava la brace, rinnovandola via via, affinchè il calore arrivasse sia dal basso che dall’alto!
Grazie di nuovo. Terrò conto del tuo suggerimento per le prossime ricette.
1 Febbraio 2010 alle 15:27
ieri,finalmente,ho fatto il latte alla portoghese.D’istinto
ho riscaldato il forno.Tutto facile tranne lo zucchero da sciogliere che si è
un pò bruciato.Comunque,buono.Lo rifarò.
11 Febbraio 2010 alle 10:31
Grazie di avermi riportato indietro nel tempo (1946) anche mia nonna usava gli
stessi ingredienti,soltanto erano più genuini . Allora cera la cucina economica
(a legna) e le calorie le stabiliva la cucina e la sensibilita della cuoca.
24 Febbraio 2010 alle 22:57
@rosalba Caramellare lo zucchero non è difficile, richiede però un po’ di empo e di pazienza.
21 Giugno 2010 alle 00:16
è il mio dolce preferito, il dolce delle feste in Garfagnana, ho costretto Mamma a mettere su alcune galline ed ora le uova fresche abbondano, me lo faccio fare + spesso, una volta tolto dallo stampo aggiungo alcune gocce di brandy che si mescolano al caramello….gnam. Ciao