Latte alla portoghese della mia mamma

E’ il mio dolce preferito, quello che mi riporta ai sapori e ai ricordi dell’infanzia perchè era il dolce delle occasioni importanti. Oggi non è più attuale perchè ricco di colesterolo, ma è veramente squisito. Alcuni anni fa, quando mio figlio Francesco, ai tempi del liceo, si era appena fidanzato con Martina, che oggi è mia nuora, ne preparai uno e loro, fra una traduzione di latino, un problema di matematica e una pagina dell’Inferno lo mangiarono tutto. Ricordano ancora quel pomeriggio con affetto!

INGREDIENTI

  • 6 uova intere
  • 6 cucchiai di zucchero + 5 cucchiai per il caramello
  • 1 l. di latte
  • la scorza di un limone non trattato tagliata a spirale

PROCEDIMENTO

Portare a bollore il latte con la scorza del limone non trattato tagliata a spirale e far freddare completamente.

Caramellare lo zucchero: versare i 5 cucchiai di zucchero in uno stampo da budino con i bordi scanalati, unire un cucchiaio di acqua, mettere su fuoco basso e far sciogliere lo zucchero fino a quando non ha assunto un bel color nocciola. Ruotare su se stesso lo stampo in modo che lo zucchero caramellato ne rivesta le pareti. Far freddare completamente

Con la frusta elettrica montare brevemente le uova con lo zucchero, aggiungere, a filo, il latte ormai freddo scartando la buccia di limone. Versare il composto nello stampo in cui si è fatto caramellare lo zucchero e cuocere a bagnomaria per circa un’ora. Controllare la cottura con un lungo spiedino di legno: infilare lo spiedino nel dolce; se esce asciutto, il dolce è pronto. Far freddare per alcune ore in frigo e sformare su un vassoio.

1 Commento a “Latte alla portoghese della mia mamma”

  1. alessandra scrive:

    mi piace e la proverò:mi ricorda il fiordilatte (dolce squisito!!!) ma veramente ricco di colesterolo! Qui, nel latte portoghese, non vedo tutto questo problema: comunque ho trascorso le ferie in Portogallo quest’anno, e l’ho trovato un paese stupendo: in onore di questo bellissimo ricordo, tenterò di realizzare il dolce. Grazie Alesandra

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