Marmellata di arance

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 Arance e mandarini oggi si trovano in commercio per tutto l’anno o quasi ed io, nella convinzione di fornirgli il giusto apporto di vitamine, ho imposto per anni a mio figlio Francesco una spremuta al giorno, a colazione,  a merenda, dopo pranzo…  Ho continuato fino a quando un mattino, con gli occhi ancora assonnati, avrà avuto sei – sette anni, di fronte al solito bicchiere pieno di liquido arancione, mi chiese con aria sconsolata: “Mamma, ma le arance non finiscono proprio mai mai? L’albero non si riposa nemmeno un pochino?”

Capii la lezione e ricordai che per me le arance e i mandarini erano la frutta rara e importante, quella che veniva da lontano e non dagli orti della fattoria, quella che annunciava l’arrivo del Natale, quella che ci  portava la Befana insieme a un pezzetto di carbone, qualche cavalluccio e un giocattolino.

E mi rividi piccola, quattro o cinque anni; la Contessa era appena arrivata, inaspettata, a Montalto per trascorrervi il Natale e prima di occupare le stanze del castello, si era fermata in casa nostra a pranzo. Ricordo la tavola apparecchiata solo per lei e con il servito migliore; noi avremmo mangiato dopo, quando lei se ne fosse andata. Io ero stata mandata in camera per non disturbarla, ma ad un certo punto, non so per quale motivo, entrai in quella che pretenziosamente chiamavamo la sala da pranzo. Sul piatto della Contessa c’erano due belle arance e lei, con coltello e forchetta, le stava sbucciando. Io, che a detta della mamma mangiavo prima con gli occhi che con la bocca, devo averle guardate  con sguardo goloso, perché mi chiese:

“ Marcellina, ti piacciono le arance?”

“ Sì, signora Contessa” e intanto pregustavo il piacere di affondarvi i denti e sentivo il succo colare già lungo il mento…

“ Vieni, prendi queste bucce, così puoi giocarci.”

“ Grazie a lei, signora Contessa.”

Con gli occhi pieni di lacrime e con le bucce in mano, tornai in camera mia.

E appena la Contessa si fu ritirata nelle stanze del castello, dove la mamma l’avrebbe ‘servita e riverita’ per tutta la durata della sua permanenza, il babbo, senza dirmi niente salì sulla sua Lambretta e andò a Castelnuovo Berardenga a comprarmi le arance e i mandarini.

È una ricetta rapida, di facile esecuzione molto simile a quella  della marmellata di mandarini.

Ingredienti

  • 1,3 kg di arance  già sbucciate
  • la buccia di tre arance private della parte bianca e tagliate a julienne
  • 800 g. di zucchero

Procedimento

Tagliare la polpa delle arance a piccoli pezzi, eliminando il più possibili i filamenti e la pellicola che riveste gli spicchi. Per non perdere il succo delle arance, fare questa operazione sulla casseruola che verrà usata per cuocere la marmellata.

Versare lo zucchero  sulle arance e lasciare a macerare per due o tre ore, girando il composto di tanto in tanto.

Nel frattempo far bollire la scorza di arancia per alcuni minuti; scolare e ripetere l’operazione per altre due volte, cambiando sempre l’acqua.

Unire le scorze al composto.

Mettere la casseruola sul fuoco  e mescolare fino al completo scioglimento dello zucchero.

Da questo momento calcolare circa un’ora di tempo per la cottura.

 

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5 Commenti a “Marmellata di arance”

  1. Budino al cioccolato al gusto d’arancia scrive:

    […] prontuario di cucina « Anatra all’arancia alla maniera della zia Margherita Marmellata di arance […]

  2. elisabetta scrive:

    salve sono elisabetta meroni mobili villasanta gradirebbe fare una serata in negozio facendo un dolce e rispondendo ad un po di domande

  3. elisabetta scrive:

    ci possiamo sentire per telefonoo vederci quando lei e qui

  4. Ricetta crostata farcita con marmellata di arance scrive:

    […] un vasetto di marmellata di arance […]

  5. Crostata con marmellata di arance e cioccolata scrive:

    […] Ho trovato la ricetta su Alice e l’ho subito provata. E’ buonissima e di semplice realizzazione. Per farcirla ho usato la mia marmellata di arance […]

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