Marmellata di pomodori verdi

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La marmellata di pomodori verdi mi riporta all’infanzia e alla nonna Caterina, che mi insegnava  a non sprecare niente e a risparmiare: “…a forza di 10 lire se ne fanno 100; a forza di 100 s’arriva a mille…”, che per lei erano già un buon traguardo. La preparava nel mese di ottobre, quando con l’arrivo dei primi freddi i pomodori non maturano più, ma lasciarli in pianta sarebbe stato un ‘peccato’, perché tutto ciò che la campagna offriva ‘ce l’ha regalato il Signore’.

La marmellata di pomodori verdi era quella che mi piaceva di meno, ma quando le altre erano finite non mi restava che rassegnarmi e spalmarla sul pane a colazione e a merenda.

Ho cominciato a prepararla di versi anni fa, dopo averla vista al supermercato. È ottima per accompagnare i formaggi stagionati.

E così anch’io con l’arrivo dell’autunno, setaccio l’orto in cerca di pomodori verdi!

Ingredienti

  • un kg. di pomodori verdi
  • un limone non trattato
  • 750 g. di zucchero

 

Procedimento per la ricetta marmellata di pomodori verdi

Lavare e asciugare i pomodori. Tagliarli a piccoli pezzi e trasferirli in un recipiente di vetro.

Aggiungere lo zucchero e il limone affettato sottilmente e tagliato a spicchi. Amalgamare gli ingredienti. Coprire e far riposare per circa 12 ore.

Versare il tutto in un colino, raccogliere il liquido e farlo consumare di circa 1/3 sul fuoco. Unire pomodori e limone e far cuocere per circa due ore, schiumando via via.

Se si desidera la consistenza di una crema, passare la marmellata al passaverdure; in caso contrario frullare a intermittenza con il frullatore a immersione per sminuzzare pomodori e limone.

Versare nei vasi puliti, chiudere ermeticamente e sterilizzare per circa 30 minuti.

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3 Commenti a “Marmellata di pomodori verdi”

  1. Bibi scrive:

    Vorrei tanto…”Sequestrarti” tutte le marmellate buone che prepari….Hai mai provato quella di mele cotogne? Quella di castagne?…X non parlare di quella di visciole (quanto è buona la crostata con la marmellata di visciole!).

    Anche mia nonna era come la tua…Con poco faceva tutto, era ingegnosa e creativa.
    Avrei voluto ereditare la sua forza, il suo coraggio….Le donne di una volta ERANO DONNE FORTISSIME!
    Le somiglio solo fisicamente…Ho un vitino da vespa che neanche è + di moda…Mi piace sottolinearlo con le gonne e i pantaloni a vita alta (anche quelli ormai fuori moda!) e le cinturine sottili…Ho la sua stessa forma a clessidra e faccio fatica a trovare vestiti che mi calzino a pennello: devo farli sempre riprendere dove “la clessidra si restringe”.

  2. Marcella scrive:

    @Bibi. Ringrazia la tua nonna per il vitino da vespa e per la forma a clessidra! La nonna Caterina e suo marito, il nonno Giocche, non erano i miei veri nonni. Erano due persone anziane ( cinquantenni quando sono nata, ma per me già vecchissimi) che abitavano nella fattoria e che mi hanno cresciuta. Con loro ho sperimentato l’amore, con la A maiuscola, quello che non giudica mai e sempre pronto a consolarti. Sono state le figure più importanti ( genitori a parte ) della mia infanzia. La nonna mi cantava in ottave la storia della Pia de’ Tolomei e il nonno mi scompigliava i capelli e mi chiamava capinera….
    La marmellata di cotogne l’ho preparata con l’ultimo gruppo di alunni, quando frequentavano la seconda elementare; nell’orto della scuola c’era un bellissimo melo cotogno. Abbiamo raccolto le mele e preparato la marmellata. Poi i ragazzi l’hanno mangiata per giorni durante la ricreazione, spalmata sulle fette biscottate. E con quale gusto la mangiavano…felici di mangiare qualcosa che avevano preparato.
    Quella di castagne non l’ho mai fatta e nemmeno quella di visciole.Mandami la ricetta e proverò. Un abbraccio

  3. Anna scrive:

    Sei una persona molto sensibile, che hai apprezzato i tuoi nonni adottivi. Invidio molto il vitino da vespa… le marmellate le preparerò e poi ti farò sapere!!! ti abbraccio Anna

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