Pasta cacio e pepe

 

La pac-a.jpgsta cacio e pepe ha origini antiche legate alla pastorizia e alla transumanza; è una ricetta tipica romana, ma ha una grande diffusione anche in Toscana, dove il pecorino romano viene sostituito con il pecorino di Pienza. Fin dall’antichità uomini e greggi alla fine della stagione estiva si trasferivano dai pascoli collinari o montani a quelli della pianura per trascorrervi l’inverno per poi ripartire in primavera, in un ciclo continuo. In Toscana la transumanza ha messo in relazione territori completamente diversi dalla Maremma al Casentino, alle Crete Senesi, alla Val di Chiana e tutto ciò in periodi in cui spesso moltissime persone nascevano e morivano nella stessa casa senza essersene mai allontanati. Il viaggio era lungo e durava giorni e giorni lungo i tratturi; a volte i pastori chiedevano ospitalità ai contadini, offendo in cambio latte e formaggio, ma spesso mangiavano ciò che avevano messo nelle loro bisacce, alimenti nutrienti e a lunga conservazione, come il formaggio, il pepe e la pasta secca, che in gran parte della Toscana era il picio. 

La pasta cacio e pepe è un piatto fatto con ingredienti semplici, ma perché sia veramente buono gli ingredienti devono essere di ottima qualità 

Ingredienti per 2 persone
200 g di pici senesi
150 g di pecorino stagionato di Pienza ( io ho usato quello delle crete senesi)
sale
pepe nero macinato al momento

Procedimento
Portare a bollore l’acqua per la cottura della pasta, salare e cuocere i pici.
Mentre l’acqua arriva a bollore, grattugiare il pecorino. Quando la pasta sarà quasi cotta, cominciare a preparare la cremina: mettere il pecorino nella zuppiera in cui si condirà la pasta, aggiungere qualche cucchiaiata dell’acqua di cottura e mescolare velocemente. È importante versare poca acqua alla volta per ottenere la giusta consistenza della salsa, alla quale non va aggiunto nient’altro.
Scolare la pasta, versala nella zuppiera, mescolare velocemente e condire con abbondante pepe. Servire subito

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