Piselli al tegame

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Sgusciare i piselli freschi era un rito primaverile della mia infanzia: la nonna, seduta su una sedia accanto alla finestra, io seduta sul mio panchettino davanti a lei, da un lato il secchio con i piselli appena raccolti e in mezzo, fra noi due, il secchio per le bucce  il catino con i piselli sgranati.

Lei, con gesti esperti e veloci, prendeva un pisello, lo premeva un po’ al centro e con l’unghia lo apriva. I baccelli scivolavano sul palmo della sua mano e da lì cadevano nel catino e così via, un pisello dopo l’altro, mentre mi cantava in ottava rima la tragica storia della Pia de’ Tolomei.

Io l’aiutavo, ma spesso m’incantavo ad ascoltare quella triste storia di tradimenti, violenza e morte, una storia che ormai conoscevo a memoria…

Quando la nonna intonava:

“Un piacer mi farai, caro fratello:
Se quel signore per caso ricombini
Di santo matrimon questo è l’anello,
Ed intrecciato della mia chioma i crini.
Vedrai colui, riconoscerà quello,
Digli ch’io sono agli ultimi destini;
Te ne ringrazio e ti chiedo perdono,
Ma digli a Nello che innocente io sono!”

Eravamo al punto in cui la Pia, ormai prossima alla morte, intrecciava una ciocca dei capelli sull’anello nuziale e lo affidava all’eremita perché lo consegnasse al marito, se mai fosse tornato al castello sperduto in Maremma in cui l’aveva rinchiusa, e gli dicesse che lei era innocente. E qui, ogni volta, la commozione era così forte che non riuscivo a trattenere le lacrime; lacrime di compassione per la Pia e di odio profondo per il marito Nello!

Ed ecco, finalmente, la ricetta di un contorno squisito, così come lo cucinava  la nonna, senza dosi con un po’ di questo e un po’ di quello…

Ingredienti

 

  • piselli sgranati
  • rigatino tagliato a pezzetti
  • aglio tritato
  • olio “bono”
  • sale

Procedimento

Versare in un tegame un po’ d’olio e far rosolare l’aglio e il rigatino. Unire i piselli, far insaporire qualche minuto, coprirli a filo d’acqua e portarli a cottura, regolando di sale

 

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