Pranzo per la festa della donna

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L’8 marzo, festa delle donne, è una di quelle occasioni speciali che mi piace festeggiare in un’atmosfera di calore e convivialità, che solo la casa ti può dare e quest’anno la festeggio con le amiche di sempre, quelle più care, quelle con cui ho condiviso le gioie e i dolori che la vita ha riservato ad ognuna noi, quelle con cui non ho mai avuto bisogno di indossare una maschera perché ho sempre saputo che non mi avrebbero mai giudicato per le mie debolezze e imperfezioni, quelle con cui ho riso e pianto, quelle che hanno ascoltato e custodito le mie confidenze, quelle che, senza bisogno di chiederlo, mi hanno offerto il loro aiuto quando ne ho avuto bisogno.
E lo festeggio con un pranzo toscano perché siamo donne toscane fiere di esserlo, eredi dell’esperienza delle grandi donne toscane del passato, da quello remoto a quello recente.
Siamo le eredi di Santa Caterina patrona d’Italia e di Europa, che a  29 si reca ad Avignone con le sue discepole, un altare portatile e tre confessori al seguito e convince il papa a rientrare a Roma.

Siamo le eredi di Margherita Hack , la grande scienziata impegnata anche in campo sociale e politico , che a proposito delle donne dice“La colpa di Eva è stata quella di voler conoscere, sperimentare, indagare con le proprie forze le leggi che regolano l’universo, la terra, il proprio corpo, di rifiutare l’insegnamento calato dall’alto, in una parola Eva rappresenta la curiosità della scienza contro la passiva accettazione della fede”.

 

Siamo le eredi di Caterina dei Medici che, non soddisfatta della cucina della corte francese, prima fa  arrivare a Parigi  i suoi cuochi toscani, dando vita alla “cucina francese”, poi introduce l’uso delle forchette a tavola e quello delle mutande presso le dame della corte francese.

Siamo le eredi della dolente Pia de’ Tolomei, moglie di Nello de’ Pannocchieschi, fatta morire in un castello della Maremma dal marito perché  dubitava della sua fedeltà, o forse più probabilmente perché voleva  passare a nuove nozze .

 

Siamo le eredi di Ippolita degli Azzi, donna tenace e strenue combattente ghibellina, che nel corso dell’assedio in cui i guelfi fiorentini avevano stretto Arezzo, vede morire in battaglia il marito , che il padre gli aveva imposto, , mentre fuori le mura, tra gli assedianti fiorentini c’è  Rinaldi de Bostoli, il guelfo, che lei amava e da cui era amata. .  Per difendere la sua città e le sue genti,è costretta  ad impugnare le armi, contro i guelfi e quindi contro l’amato Rinaldi .

Siamo le eredi di Oriana Fallaci, la giornalista italiana più conosciuta e apprezzata al mondo, una delle prime donne a farsi strada in un mondo fino ad allora appannaggio degli uomini, la coraggiosa corrispondente di guerra in Vietnam , la donna che scrive  al suo bambino mai nato “Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata.”

 

Menù

Antipasto

Crostini neri

Crostini rossi

Crostini con sopprassata e mozzarella

Primo

Maccheroni al sugo di coniglio

 

Secondo e contorno

Nana in porchetta

Arista in porchetta

Patate arrosto e insalata

 

Dolci

Cantuccini

Torta mimosa

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