Stufato di fave

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Le fave o i baccelli, come li chiamiamo noi in Toscana sono associati da sempre alla cucina tradizionale e povera. Fin da piccola ho sempre mangiato i baccelli crudi con il pecorino o con il salame; solo quando diventavano grosse  e da crude non erano più buone, la nonna le cuoceva nel tegame e si mangiavano come contorno o come secondo piatto,  perché  buttare via  ‘era peccato’…

La ricetta dello stufato di fave, veloce da realizzare,  è quella di casa, quella che preparava la nonna; l’unica nota diversa è l’aggiunta del finocchietto, su consiglio di Margherita, la figlia di una mia cugina che mi ha adottata come zia e che di recente si è trasferita nelle Marche.

Anche con le dosi si va ad occhio e, se non si hanno problemi, più rigatino ci mettiamo e più sono buone!

Ingredienti

 

  • fave fresche sgranate
  • un paio di spicchi d’aglio sbucciati
  • rigatino tagliato alto e ridotto a listarelle
  • finocchietto selvatico
  • olio evo
  • acqua calda
  • sale
  • pepe
  • un cucchiaino di zucchero

Procedimento

In una casseruola far imbiondire con un po’ d’olio l’aglio e il rigatino; unire le fave, lo zucchero, salare, pepare e, dopo aver fatto insaporire, aggiungere un bicchiere o due di acqua. Coprire  e cuocere per una ventina di minuti. Se le fave dovessero asciugarsi troppo, aggiungere altra acqua.

 

 

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