Zuppa di cicerchie

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Per Natale ho ricevuto in dono un bellissimo cesto pieno di specialità marchigiane, tra cui un barattolo di cicerchie. Prima di questa occasione non avevo mai  mangiato le cicerchie perché ne avevo sempre sentito parlare con velato disprezzo dalla nonna Caterina, che le ricordava come piatto legato alla povertà della sua famiglia d’origine e che per indicare una persona instabile affetta di disturbi nervosi, diceva :” Eh, vedi…ha mangiato le cicerchie!”

Questo alimento, legume antichissimo, conosciuto già dai Romani e diffuso tra Lazio, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia e ormai quasi dimenticato, ha fatto a lungo parte della tradizione e dell’alimentazione contadina, fino a diventare quasi sinonimo di carestia: quando le altre coltivazioni fallivano, lei resisteva e diventava l’unica fonte di approvvigionamento per i contadini nelle annate peggiori.

Ed essendo, spesso, l’unico cibo disponibile, dopo lunghi periodi di assunzione,  finiva con il provocare il latirismo, una malattia caratterizzata da disturbi comportamentali e da disturbi agli arti inferiori. Questi legumi  sono realmente pericolosi  se la dieta prevede solo la cicerchia,  almeno 300 g al giorno e per diverse settimane consecutive, come appunto avveniva un tempo in condizioni di carestia.

La cicerchia merita a pieno titolo di essere riscoperta: è ricca di proteine, di fibre, calcio, vitamine del gruppo B e fosforo; inoltre le moderne tecniche di coltivazione  hanno permesso di selezionare varietà di cicerchia a bassissimo contenuto di Odap, il responsabile del latirismo!

Tornando al mio barattolo di cicerchie, con cui ho preparato un’ottima zuppa, affidandomi alla ricetta riportata sull’opuscolo illustrativo, ho scoperto che la cicerchia ha un sapore gradevole, simile a quello dei ceci ma più delicato e ho deciso di consumarla con regolarità, variando ovviamente il modo di cucinarla.

La ricetta della zuppa di cicerchia è una ricetta un po’ lunga da realizzare, dati i tempi d’ammollo  e di cottura dei legumi, ma di facile realizzazione per portare in tavola un bel primo piatto.

Ingredienti per 4 persone

 

  • 250 g di cicerchie
  • 150 di fagioli
  • 150 g di ceci
  • ½ l circa di brodo vegetale
  • 1 cipolla media
  • 1 carota
  • 1 costola di sedano
  • pane raffermo tagliato a dadini e tostato in forno
  • sale
  • pepe
  • olio evo

Procedimento

Lasciare a bagno per una notte fagioli e ceci insieme, poi scolarli, lavarli e cuocerli partendo dall’acqua fredda e salando solo alla fine. Una volta cotti passarli nel mixer fino ad ottenere una crema fluida.

Lasciare a bagno per una notte la cicerchia, sciacquarla e cuocerla seguendo le indicazioni della confezione

Fare un battuto con cipolla, sedano carota e farlo soffriggere in una casseruola con 2 cucchiai di olio.

Aggiungere al soffritto il passato di ceci, la cicerchia ben scolata e qualche mestolo di brodo per avere la giusta consistenza di una zuppa. Lasciar bollire tutto insieme per qualche minuto, aggiustando di sale e di pepe.

Servire la zuppa calda con i dadini di pane tostato e un filo d’olio.

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