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Gnudi, malfatti, strozzapreti…

Un tipico primo piatto toscano a base di spinaci e ricotta. Una ricetta della tradizione contadina tramandata per generazioni da madre a figlia.  Un nome che varia da zona a zona: gnudi, malfatti, strozzapreti. Nella mia campagna senese si chiamavano malfatti, anche se di malfatto non hanno proprio  niente, anzi! Sono un vero trionfo di bontà e semplicità…

Ingredienti per 4 persone (circa30 gnocchi)

  • 500 g di spinaci lessati
  • 500 g di ricotta
  • 3 uova
  • farina q.b
  • 70 g di parmigiano grattugiato, più quello per il condimento
  • burro circa 100 g
  • una decina di foglie di salvia
  • sale
  • pepe
  • un mezzo cucchiaino di noce moscata

Procedimento

Pulire gli spinaci privandoli dei gambi più lunghi e duri, lavarli bene e lessarli in due dita di acqua salata. Scolarli e, una volta raffreddati, strizzarli bene con le mani, metterli in uno scolapasta, coprirli con un piatto su cui poter appoggiare un peso e lasciarli scolare ancora per qualche ora affinché perdano la maggior parte dell’acqua.

Mettere la ricotta in uno scolapasta per alcune ore, affinché anch’essa perda la maggior parte di siero.

A questo punto tritare finemente gli spinaci con un coltello, metterli in una terrina e unire tutti gli altri ingredienti, tranne la farina. Mescolare bene per amalgamare gli ingredienti.

Aggiungere la farina, un cucchiaio alla volta, incorporandola all’impasto, fino ad ottenere una consistenza tale da poter formare delle palline allungate. Per verificare se la consistenza dell’impasto  è giusta,tuffare uno gnudo in acqua bollente. Se non si disfa, va tutto bene; in caso contrario aggiungere altra farina.  Rotolare le palline ottenute nella farina e sistemarle, allineate, in un vassoio ricoperto con carta forno spolverata di semola.

Lessare  pochi gnudi alla volta in abbondante acqua bollente e salata; non appena vengono a galla, toglierli con una schiumarola, lasciarli scolare qualche attimo e sistemarli in un largo vassoio; condirli man mano con del burro fuso con la salvia. Servirli caldi e con tanto parmigiano.

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