Zuppa lombarda

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La zuppa lombarda, un piatto toscano che ho mangiato fin da piccola senza conoscerne il nome e che in Lombardia nessuno conosce!!
Secondo la versione più conosciuta e accreditata, la ricetta avrebbe avuto origine a Firenze verso la fine dell’800 
durante i lavori per la costruzione della linea ferroviaria che collega il capoluogo toscano con Faenza in Emilia Romagna, lavori in cui erano impegnati moltissimi minatori lombardi. 
I turni erano estenuanti e gli uomini lavoravano nelle gallerie anche dodici ore al giorno. Alla fine dei turni non trovavano facilmente locande o trattorie aperte dove poter mangiare. Qualcuno a quel punto ebbe l’idea di fornire una zuppa calda, con ingredienti poveri, ma sostanziosa, pronta a tutte le ore e, soprattutto poco costosa;
una zuppa a base di pane raffermo
pane raffermo che poteva essere riscaldata in qualsiasi momento, senza perdere sapore o gusto; un piatto povero, realizzato con gli avanzi del giorno prima, ideale per essere servito a qualunque ora. La ricetta venne ben presto ribattezzata “zuppa lombarda”, in riferimento alla provenienza di questi minatori.

Secondo un’altra versione, la zuppa potrebbe essere nata all’inizio del ‘400, sempre a Firenze, per sfamare stavolta la manovalanza, proveniente principalmente dalla Lombardia e impiegata nella costruzione della celebre cupola del Duomo del Brunelleschi. 
Anche altre zone della Toscana rivendicano la paternità della ricetta;
secondo altri, infatti, la zuppa avrebbe avuto origine in Versilia e in Maremma come piatto preparato sempre per i lavoratori lombardi, stavolta impiegati nella bonifica delle zone paludose interne. 
E così ringrazio i ‘lombardi’ la cui presenza ci ha regalato 
questo piatto sostanzioso e sano, povero di grassi e ricco di sapori unici.

Ingredienti per 4-5 persone 
500 g di fagioli cannellini secchi
fette di pane raffermo 
una ciocchetta di salvia
2-3 spicchi d’aglio in camicia
qualche grano di pepe nero
olio extravergine d’oliva

Procedimento


La sera prima mettere a bagno 500 gr. di fagioli cannellini. I nostri vecchi dicevano che per lessare i fagioli era meglio l’acqua del pozzo o quella piovana, ma usiamo tranquillamente quella del rubinetto, anche se non è proprio la stessa cosa. 
Dopo una notte in ammollo lessare fagioli in acqua aromatizzata con salvia, un paio di spicchi d’aglio in camicia, qualche chicco di pepe nero intero. Salarli solo a cottura quasi ultimata.

Nel frattempo abbrustolire leggermente delle fette di pane toscano raffermo, strofinarle con uno spicchio d’aglio e sistemarle nelle scodelle. Versare sul pane i fagioli con la loro acqua di cottura e condire con un filo d’olio e un pizzico di pepe.

 

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