panina-gialla-2.JPGNon ancora ventenne e appena sposata, nel 1971, mi trasferii ad Arezzo, una città che seppur vicina a Siena e a Montalto non conoscevo affatto. I primi mesi non furono facili; l’entusiasmo per il matrimonio e per la nuova vita che avevo appena cominciato mitigavano appena la nostalgia che avevo dell’aria di casa! Trascorrevo i pomeriggi in cui mio marito era di turno in Ospedale passeggiando, guida turistica alla mano, per il centro storico alla scoperta di chiese, palazzi, monumenti… Ma era triste camminare per il Corso senza incontrare una sola faccia conosciuta!

Una mattina, poco prima di Pasqua, dal fornaio , in bella mostra sullo scaffale dietro il bancone vidi delle pagnottine con una crosta marrone che lasciava intravedere le uvette… “Pan coi santi!!!” pensai e, senza chiedere cosa fossero, ne comprai una e, appena fuori, ne staccai un pezzetto pregustando già il sapore di casa. Quella cosa morbida, gialla all’interno e senza noci non aveva niente a che vedere con il mio pan coi santi e, delusa, buttai via tutto! Con il tempo Arezzo è diventata la mia città e da quel momento ho cominciato non solo ad apprezzare la panina gialla, ma anche a cucinarla. Ma soprattutto ho capito che posso apprezzare la panina senza necessariamente tradire il pan coi santi!

La panina gialla è una ricetta tipica della cucina toscana, in particolare di Arezzo e delle sue vallate, vecchia di secoli e tramandata di generazione in generazione; insieme alla panina unta, alle uova benedetta e ai salumi costituiva la colazione pasquale aretina, il pasto che veniva consumato dopo la Messa. Anche oggi panina gialla e panina unta non può mancare come antipasto del pranzo pasquale.

 

Ingredienti

  • 300 g. di farina 00 (oppure 150 di farina 00 e 150 di farina manitoba)
  • mezzo cubetto di lievito di birra
  • 180 ml di acqua tiepida
  • 50 g. di strutto
  • 1 bustina di zafferano
  • 50 g. di zucchero
  • 150 g. di uvetta ammorbidita in acqua tiepida, scolata e asciugata
  • un pizzico di sale

Procedimento        

Sciogliere il lievito e lo zafferano nell’acqua tiepida. Mettere la farina sulla spianatoia, fare la fontana al centro, unire il sale, lo zucchero e lo strutto. Versare un po’ alla volta l’acqua tiepida con lo zafferano e il lievito e aiutandosi con una forchetta cominciare a mescolare con una forchetta. Unire l’uvetta e lavorare l’impasto almeno una decina di minuti aggiungendo via via un po’ di farina, fino ad ottenere un panetto morbido ed elastico, che non si attacchi alle mani.

Mettere l’impasto in una ciotola, inciderlo a croce, coprirlo con un canovaccio umido e farlo lievitare per un paio d’ore, fino a quando non è raddoppiato di volume. Dividere l’impasto in due parti, farne due panine, sistemarle ben distanziate fra loro nella teglia del forno rivestita di carta forno, farle riposare per un’altra ora coperte con il canovaccio.

Scaldare il forno a 180°, infornare e cuocere per circa 30 minuti fino a quando la crosta darà ben dorata.

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